Alla scoperta delle origini dei vaccini

Tutto quello che c’è da sapere sui vaccini, la loro storia, la loro efficacia e perché oggi generano tanto clamore


Oggi vogliamo parlarvi di un argomento attualmente molto caldo e fulcro di tantissimi dibattiti. Stiamo parlando dei vaccini. Sicuramente, da quanto ricordiamo, i vaccini hanno sempre fatto parte della nostra vita e del nostro percorso sanitario e dunque, tendenzialmente, li abbiamo sempre considerati imprescindibili. Da qualche tempo però si discute della possibilità di evitare di vaccinare i propri figli generando discussione sia in ambito politico che scientifico. Ma cos'è davvero un vaccino? E qual è la loro storia? Scopriamolo insieme in questa semplice guida dedicata ai vaccini, tra presente e futuro.
Visione al microscopio del virus presente nel vaccino anti-influenzale

Cos’è un vaccino?
Prima di procedere a ritroso nel tempo per risalire alle origini dei vaccini dobbiamo avere un’idea ben precisa di cosa sia realmente un vaccino. Il vaccino è una soluzione che, di base, viene somministrata via iniezione o per via orale (anche se la prima modalità è la più diffusa). Questa soluzione contiene un micro organismo, ossia un virus o un batterio, che viene somministrato per iniziare una risposta immunitaria prodotta dagli anticorpi. Grazie al vaccino dunque, l’organismo diventa immune al virus o al batterio iniettato.
Quali sono le origini del vaccino?
La pratica dell'immunizzazione potrebbe sembrare qualcosa di legato alla medicina moderna, legata alla figura dei medici intesi come figura professionale alla quale siamo abituati a conoscere oggi. In realtà il vaccino e la pratica dell’immunizzazione ha origine centinaia di anni fa. Basti pensare che, i primi tentativi a riguardo venivano sperimentati dai monaci buddisti i quali bevevano veleno di serpente per diventare immunità al morso del serpente e alla variolazione (spalmare una lacrima di pelle con il vaiolo per conferire l'immunità al vaiolo). Queste prime pratiche di immunizzazione venivano praticate nella Cina del XVII secolo!
L’arrivo in occidente
Edward Jenner è considerato il fondatore della vaccinologia in Occidente in quanto, nel 1796, dopo aver inoculato un bambino di 13 anni con il virus vaiolo e dimostratone l'immunità dalla malattia stessa. Su questa base, nel 1798 fu sviluppato il primo vaccino contro il vaiolo.
L’arrivo in Italia
Fu Luigi Sacco a portare il vaccino nel nostro paese. Il primario dell’Ospedale Maggiore di Milano riuscì a far diffondere la pratica del vaccino in tutto il Regno d’Italia e in quello delle Due Sicilie con copertura su scala nazionale. In seguito all’Unità d’Italia la vaccinazione anti-vaiolo fu resa obbligatoria per tutti i nuovi nati a partire dal 1888. Nei secoli XVIII e XIX, infatti, l'attuazione sistematica dell'immunizzazione di vaiolo di massa culminò con la sua eliminazione globale nel 1979.
Il vaccino ai giorni nostri
Gli ultimi due decenni, con la scoperta del DNA, hanno visto l'applicazione della genetica molecolare e le sue maggiori conoscenze in immunologia, microbiologia e genomica applicata alla vaccinazione. Gli attuali successi includono lo sviluppo di vaccini ricombinanti per l'epatite B, contro la pertosse e nuove tecniche per la produzione di vaccini contro l'influenza stagionale.
Doppia elica del DNA

Dibatti sul vaccino già negli anni 70/80
Nonostante l'evidenza di benefici per la salute derivanti dai programmi di immunizzazione, in alcuni gruppi c'è sempre stata una resistenza ai vaccini. La fine degli anni '70 e '80 segnò un periodo di crescente contenzioso e una diminuzione della redditività per la produzione di vaccini, che portò a un calo del numero di aziende produttrici di vaccini. Il declino è stato in parte arrestato dall'implementazione da programmi nazionali di risarcimento delle lesioni da vaccino con delle apposite leggi, ma anche dall’affinamento scientifico delle formulazioni iniettate che vennero rese ancora più sicure per i pazienti che si sottoponevano al vaccino. L'eredità di questa era vive fino ai giorni nostri nelle crisi di approvvigionamento e nei continui sforzi dei media da parte di una crescente e vivace lobby anti-vaccinazione ma anche nella perplessità di molti genitori che reputano pericoloso e non necessario vaccinare i propri figli per malattie che, ad oggi, sembrano non essere più una minaccia da fronteggiare.

La scienza, però, come dicevamo, non è stata a guadare e ha studiato e ricercato formulazioni ottimizzate per una maggiore efficacia e una sicurezza della salute dei pazienti rinforzata e rassicurata con ricerche scientifiche che si propongono anche come promotori di una serie di campagne e di iniziative dedite alla sensibilizzazione del tema e alla maggiore consapevolezza dei rischi legati ad un mancato vaccino.

Ognuno di noi può avere un’opinione sui vaccini e prendere le proprie decisioni a proprio rischio e pericolo. Non importa a quale scuola di pensiero apparteniate sta di fatto che, alla luce delle informazioni fornite oggi con questo articolo, adesso sapete di cosa si tratta e qual è stato il suo excursus, dall’antico oriente ai giorni nostri ma, soprattutto, va riconosciuto che, proprio grazie a questo strumento, sono stati fatti passi da giganti riuscendo a debellare del tutto malattie un tempo letali.

Per la normativa vigente ed altre informazioni vi rimandiamo al sito tematico del Ministero della Salute dedicato alle Vaccinazioni.

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