Il Cibo del Futuro: come sarà la nostra dieta fra 30 anni?

A causa del riscaldamento globale e dell'aumento della popolazione mondiale nel 2050 non ci sarà più cibo per tutti ma per fortuna potremo sopravvivere grazie ad una nuova dieta.


Quando si parla del cibo del futuro si pensa ad un momento estremamente lontano nel tempo, qualcosa che accadrà più avanti e che forse vedranno i nipoti dei nostri nipoti quando noi non ci saremo più. Invece saremo proprio noi ad assaporare i nuovi alimenti del futuro! Tenetevi forte: si parla di 30 anni di tempo e gli scienziati sono tutti d'accordo. Entro il 2050 a causa del riscaldamento globale e dell'aumento esponenziale della popolazione non ci sarà più sostenibilità alimentare.
Ma niente paura, i ricercatori hanno già individuato sei alimenti che rivoluzioneranno la nostra dieta giornaliera e che ci permetteranno di sopravvivere.

INSETTI
Immaginatevi fra 30 anni seduti in un bel ristorante in riva al mare. Il cameriere arriva a prendere la comanda e invece di consigliarvi una grigliata di pesce vi suggerisce l'ottima grigliata di insetti freschi della giornata. Ad oggi potrebbe sembrarvi un po' bizzarro e farvi anche un po' di ribrezzo ma forse fra 30 anni non ci farete neanche caso perchè farà parte della normalità. Sì, perchè gli insetti verranno presto inseriti all'interno delle nostre diete. Inizialmente entreranno sotto forma di farine (forse anche per farci abituare all'idea) poi si passerà, via via, ad un consumo più consapevole. Gli insetti sono ottime fonti di proteine e chi li ha assaggiati assicura che siano pure gustosi! Formiche, locuste, tarme, cavallette... sembrano essere la riposta più probabile alla necessità di sfamare 9 miliardi di persone che si raggiungeranno nel 2050.
Grigliata di insetti ricca di proteine

ALGHE
Tiriamo un sospiro di sollievo: le alghe sono un cibo che già qualcuno di noi consuma all'interno di qualche cucina etnica quale, ad esempio, quella Giapponese. Le Alghe fanno benissimo al nostro organismo in quanto contengono vitamine, antiossidanti e minerali (ferro, calcio e iodio) e sono consumate da tempo da alcuni popoli specialmente in estremo Oriente. I benefici delle alghe sono molteplici e non solo per la nostra salute ma anche per quella dell'ambiente: sono infatti in grado di limitare il processo di acidificazione degli oceani, riducono l'anidride carbonica e possono essere utilizzate per produrre biocarburanti. Insomma le alghe sono assolutamente un alimento green!
Insalata Wakame

MANIOCA
La Manioca è una pianta già conosciuta e utilizzata in Sud America, specialmente in Brasile, dove rappresenta una delle più importanti fonti di sostentamento alimentare. Si tratta di un ortaggio altamente resistente alle alte temperature (fino a 40 gradi Celsius) e tollerante al sale e alla siccità. Consumatela cotta altrimenti potrebbe essere tossica. Il gusto è assolutamente delicato e ricorda quello della mandorla con una nota piccante. In realtà esistono due tipi di Manioca: quella dolce e quella amara che ricorda la patata. E' fonte di carboidrati, potassio e vitamina D. Un vero musthave del futuro.

ENSET
Questa volta andiamo in Africa e più esattamente in Etiopia. L'enset è conosciuta anche come pseudobanano, data la sua somiglianza con la banana, ed è conosciuta come “l'albero contro la fame” perché i suoi steli amidacei possono essere raccolti in qualsiasi momento dell'anno, rendendola una coltura alimentare affidabile durante i periodi di siccità. Tuttavia l'elaborazione per rendere commestibile l'Enset è complessa pertanto la sua diffusione, ad oggi, è confinata solo all'interno dell'Etiopia .Ad ogni modo anche l'Enset rappresenta uno dei super food per un mondo sostenibile.

COZZE
Secondo un rapporto del 2020 su Nature, Cozze e Vongole potrebbero costituire il 40% dei frutti di mare entro il 2050. Le fattorie di bivalvi sono le prime per espansione, il che abbasserebbe i prezzi ai consumatori. Inoltre la loro proliferazione contribuirebbe alla diminuzione del livello di anidride carbonica nel pianeta sequestrando fino a 20.000 tonnellate l'anno. Come sappiamo, l'anidride carbonica è la responsabile del riscaldamento globale pertanto il consumo di cozze e vongole, oltre a sfamare il pianeta, contribuirebbe al mantenimento di habitat e biodiversità.
Insalata di Cozze

MIGLIO
Il miglio è coltivato da almeno 10.000 anni ma la sua massima diffusione è prevista proprio nel 2023 secondo le Nazioni Unite. Si tratta di una pianta molto resistente ai cambiamenti climatici in quanto ha bisogno di poca acqua e prospera in ambienti caldi e asciutti. A qualcuno inoltre farà piacere sapere che è possibile trasformarlo in birra!

La birra quindi sarà forse la bevanda del futuro? Per ora le ricerche si fermano qua ma gli scienziati avvertono: è importante diversificare la dieta se si vuole evitare malnutrizione e ridurre il rischio di di nuove pandemie delle quali abbiamo già avuto un assaggio.

Per ulteriori approfondimenti sull'argomento:
- Il Future Food Institute, impresa sociale con sede in Italia che esiste per fare un cambiamento positivo esponenziale per migliorare in modo sostenibile la vita sulla Terra attraverso l'educazione e l'innovazione nei sistemi alimentari globali.
- These six foods may become more popular as the planet warms articolo su ScienceNews.

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